Licenza ristorante: tutto quello che devi sapere per essere in regola

Prima di aprire il tuo ristorante devi conoscere le autorizzazioni obbligatorie: scopri come ottenere la licenza di somministrazione in Italia.

December 27, 2023 (Aggiornato February 6, 2026)

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Riepilogo della guida

  • Per aprire un ristorante in Italia occorre presentare la SCIA al SUAP del Comune e dimostrare il possesso dei requisiti professionali previsti dal D.Lgs. 59/2010.
  • Per somministrare bevande alcoliche è necessaria la licenza di somministrazione, disciplinata dal TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza).
  • La licenza si richiede al Comune o alla Questura a seconda della tipologia di esercizio.
  • Chi non possiede un diploma alberghiero o esperienza documentata nel settore deve superare il corso SAB per ottenere l'abilitazione professionale.
  • La licenza di somministrazione ha durata indeterminata, ma può essere sospesa o revocata in caso di violazioni.

Indice

Prima di aprire un ristorante è indispensabile conoscere il quadro normativo sulle licenze e le autorizzazioni obbligatorie. Sbagliare o dimenticare un adempimento può costare sanzioni, chiusure forzate e ritardi nell'apertura. Se ancora non sei sicuro di quali autorizzazioni servono per aprire un ristorante in Italia, in questa guida illustreremo i punti fondamentali da conoscere prima di acquistare la licenza.

Cos'è la licenza di somministrazione e quando è obbligatoria

In Italia, l'autorizzazione principale per chi vuole aprire un ristorante è la licenza di somministrazione di alimenti e bevande, disciplinata dalla legge 25 agosto 1991, n.287 e dal TULPS. È obbligatoria per tutti gli esercizi in cui si servono cibi e bevande da consumare sul posto, inclusi bar, ristoranti, pizzerie, trattorie e wine bar.

Senza questa autorizzazione non è possibile aprire legalmente al pubblico. La licenza viene rilasciata dal Comune e, per alcune tipologie di locali soggetti a vigilanza di pubblica sicurezza (come i locali notturni), anche dalla Questura.

I requisiti per ottenere la licenza

Per ottenere la licenza di somministrazione è necessario soddisfare sia requisiti soggettivi, legati al titolare o al responsabile dell'attività, che requisiti oggettivi, legati al locale.

Sul fronte soggettivo, il titolare deve essere maggiorenne, non avere condanne penali ostativi all'esercizio dell'attività commerciale e dimostrare il possesso dei requisiti professionali. Questi possono essere soddisfatti con un diploma di scuola alberghiera o istituto professionale per la ristorazione, con almeno 2 anni di esperienza lavorativa documentata nel settore negli ultimi 5 anni, oppure con il superamento del corso SAB (Somministrazione di Alimenti e Bevande) presso un ente accreditato dalla Regione. Per approfondire le opzioni formative, consulta la nostra guida corsi per ristoratori.

Sul fronte oggettivo, il locale deve rispettare i requisiti igienico-sanitari, strutturali e urbanistici previsti dal regolamento comunale e dalla normativa ASL. La destinazione d'uso dell'immobile deve essere compatibile con l'attività di somministrazione.

La procedura per richiedere la licenza

La richiesta di autorizzazione alla somministrazione si presenta tramite SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) del Comune in cui si trova il tuo locale. La procedura è disponibile online sul portale impresainungiorno.gov.it.

Alla SCIA vanno allegati diversi documenti che attestano il possesso dei requisiti soggettivi e oggettivi, come il documento d'identità, la visura camerale, la planimetria del locale con indicazione della superficie e degli spazi, l’attestato HACCP e, se richiesto, il certificato SAB. In alcuni Comuni è necessario anche il nulla osta della ASL prima di presentare la SCIA.

Per i locali con capienza superiore a una certa soglia, può essere richiesto anche il certificato di prevenzione incendi (CPI) rilasciato dal Comando dei Vigili del Fuoco. Per una panoramica completa di tutte le pratiche burocratiche, puoi consultare le procedure per aprire un ristorante qui.

La licenza per la vendita di alcolici

In Italia non esiste una licenza separata per la vendita di bevande alcoliche nei ristoranti, a differenza di altri Paesi europei. La licenza di somministrazione già include il diritto di servire alcolici nell'ambito del pasto, purché il locale rispetti i requisiti previsti.

Tuttavia, esistono alcune distinzioni importanti. I ristoranti che intendono servire alcolici anche al di fuori del pasto, come nei bar-ristoranti o nei locali con mescita, potrebbero essere soggetti a normative aggiuntive da verificare presso il SUAP comunale. Per i locali notturni o quelli con intrattenimento musicale, la Questura può richiedere un'autorizzazione aggiuntiva ai sensi dell'art. 68 del TULPS.

Novità 2026: addio alla licenza fiscale per gli alcolici

Dal 1° gennaio 2026, grazie al D.Lgs. 28 marzo 2025, n. 43, i ristoratori non devono più presentare una denuncia separata all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) né ottenere la licenza fiscale prevista dall'art. 29 del Testo Unico delle Accise per poter vendere o somministrare bevande alcoliche.

In concreto, l'adempimento fiscale è ora automaticamente assolto con la SCIA presentata al SUAP: sarà lo sportello comunale a trasmettere la documentazione all'Ufficio delle Dogane competente, senza ulteriori pratiche o costi a carico del ristoratore. Scompare anche l'imposta di bollo collegata al rilascio della licenza fiscale.

Sospensione e revoca della licenza

La licenza di somministrazione ha durata indeterminata, ma può essere sospesa o revocata dal Comune in caso di violazioni gravi. Le cause più comuni sono la mancata osservanza delle norme igienico-sanitarie, la somministrazione di alcolici a minori, il mancato rispetto degli orari di apertura autorizzati o la presenza di condanne penali a carico del titolare sopravvenute dopo il rilascio.

In caso di cessazione per più di 12 mesi consecutivi, il Comune può revocare l'autorizzazione. Se vuoi rilevare un ristorante già avviato, verifica sempre che la licenza sia in regola prima di concludere qualsiasi accordo.

FAQ

La licenza di somministrazione si trasferisce automaticamente in caso di cessione dell'attività?

No, la licenza di somministrazione è personale e non trasferibile automaticamente. In caso di cessione d'azienda o cambio di titolare, il nuovo gestore deve presentare una nuova SCIA al SUAP e dimostrare il possesso dei propri requisiti professionali. È fondamentale regolarizzare questo passaggio prima dell'apertura, pena sanzioni amministrative.

Quanto tempo ci vuole per ottenere la licenza di somministrazione?

Con la SCIA, l'attività può iniziare il giorno stesso della presentazione, salvo nei casi in cui sia richiesta una verifica preventiva. I controlli vengono effettuati entro 60 giorni. Ti consigliamo tuttavia di verificare in anticipo con il tuo SUAP se sono previste autorizzazioni aggiuntive che richiedano tempi più lunghi, come il CPI dei Vigili del Fuoco.

Cosa succede se apro senza licenza di somministrazione?

Aprire senza la necessaria autorizzazione espone il titolare a sanzioni amministrative pesanti, alla chiusura immediata del locale da parte delle autorità competenti e, nei casi più gravi, a conseguenze penali ai sensi del TULPS. Prima di aprire, verifica sempre con il SUAP che tutti gli adempimenti siano stati completati.

CoverManager Team

Esperti di Gestione Ristoranti

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